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Melanoma

Presso la ULSS 9 da circa tre anni è stata istituita una campagna di screening sulla popolazione per il "rischio melanoma". Al nostro Reparto, grazie alla consolidata collaborazione con la Divisione Dermatologica, afferiscono pazienti con tale patologia per il completamento dell'iter terapeutico.

Che cose' il Melanoma?
E' un tumore maligno che origina dai melanociti, le cellule che producono pigmento cutaneo e generalmemente ma non sempre compare nelle zone esposte al sole. Tende a metastatizzare precocemente per via linfatica e/o ematica. Colpisce prevalentemente i soggetti con cute pallida, occhi chiari, capelli biondi o rossicci. La sua incidenza è in forte aumento.

Alcuni elementi distintivi del Melanoma:

  • l'età: prima dei 20 anni, il melanoma è raro (0,5%); aumenta progressivamente con gli anni.
  • il sesso: quello femminile è colpito in percentuale lievemente superiore (57%).
  • la sede: gli arti inferiori sono più colpiti nelle donne (52%), il tronco ed in particolare il dorso nei maschi.
     

L’associazione tra melanoma ed esposizione a raggi solari è basata su riscontro statitistico, in cui soggetti che hanno avuto in giovane età ustioni solari sono più propensi a sviluppare un tumore della cute. Compare nel 10% dei casi su cute sana, nel 30% su nevo preesistente, soprattutto se presente alla nascita e di dimensioni rilevanti.

LA TERAPIA MIGLIORE E' LA DIAGNOSI PRECOCE

Diagnosi clinica
Un semplice metodo per valutare le caratteristiche di un nevo anche a casa propria e quello di utilizzare la regola dell' ABCDE:

  • Asimmetria della lesione
     
  • Bordi irregolari
     
  • Colore (colorito scuro, non uniforme)
     
  • Dimensioni (controllare soprattutto le lesioni maggiori di 6 mm)
     
  • Evoluzione (fare attenzione alle neoformazioni che si accrescono con rapidità, per esempio raddoppia nel giro di 6 mesi)

 

Da un punto di vista clinico hanno importanza: 

  • che un nevo prima asintomatico, spontaneamente cominci a prudere o a sanguinare
     
  • che cresca rapidamente
     
  • che vi sia familiarità per melanoma

     

Da un punto di vista pratico possiamo distinguere le lesioni, secondo un criterio puramente morfologico in: Melanoma piano e Melanoma nodulare.

Melanoma piano:
E' la variante più frequente (80% circa) e può insorgere in qualsiasi sede, cutanea o mucosa. Il melanoma cutaneo piano appare come una macchia solitamente pigmentata, a superfice piana, di colore variabile (dal roseo al marron-giallastro, dal marrone scuro al nero piceo).

Melanoma nodulare:
Meno frequente del melanoma piano (18% circa), compare solitamente su cute sana, senza predilezione apparente di sede; è caratterizzato da una crescita " verticale" sin dall' inizio, che giustifica la prognosi più severa rispetto alla forma piana. L' aspetto è quello di un nodulo, di forma regolare, rilevato, cupuliforme; spesso sono presenti abrasioni, ulcerazioni e sanguinamento. Il colore è solitamente bruno-nerastro o nero-bluastro ma può anche mancare completamente (melanoma acromico).

Cosa si fa quando vi è il sospetto clinico di melanoma?
Dal momento che la diagnosi di certezza di melanoma si può ottenere solo con un esame istologico, tutte le lesioni con caratteri sospetti per melanoma devono essere escisse a scopo diagnostico. Se l'esame istologico conferma il sospetto clinico di melanoma, è necessario procedere ad una revisione chirurgica della cicatrice, con ampliamento dei margini che sarà più o meno ampio a secondo dello stadio del melanoma.

Quali sono gli stadi di melanoma?
Classificazione di Breslow e di Clark: da un punto di vista oncologico la più importante è quella dei livelli di Breslow, corrispondente allo spessore della lesione.

  • a 0,75 mm
     
  • 0,75-1,00 mm
     
  • 1,00-1,50 mm
     
  • 1,50-3,00 mm
     
  • 3.00 mm

Per lesioni superiori a 0,75 mm di spessore, oltre all’allargamento della asportazione iniziale, si procede alla " ricerca del linfonodo sentinella".

Cos’è la ricerca del linfonodo sentinella?
Il linfonodo “sentinella” è il primo linfonodo della catena superficiale drenante l’area cutanea sede della lesione; in caso di metastasi è il primo “filtro” alla diffusione della malattia. Questa tecnica consiste nell'iniezione preoperatoria di un tracciante radioattivo attorno alla sede del tumore primitivo. Dopo l'iniezione viene effettuata la ricerca su ogni stazione linfonodale potenzialmente drenante la sede del tumore primitivo, finchè il linfonodo sentinella non è chiaramente identificato. In seguito il linfonodo sentinella verra individuato durante l'intervento chirurgico mediante una sonda che ne rivelerà la radioattività e quindi rimosso.Questa tecnica viene eseguita in regime di Day Surgery. Successivamente, in caso di positività del linfonodo sentinella all'esame istologico, il paziente verrà sottoposto a linfoadenectomia regionale del bacino linfonodale interessato. In questo caso vi sarà necessità di una anestesia generale con un ricovero di circa 4 giorni.

Dovrò fare dei controlli?
Come ogni paziente sarà seguito ambulatoriamente sino a completa guarigione; trattandosi di patologia neoplastica saranno necessari dei controlli clinici periodici; quest’ultimi risulteranno tanto più ravvicinati quanto maggiore sarà risultato il livello di Breslow. Il follow-up chirurgico non può prescindere da quello dermatologico.