Sfondo titolo Azienda

Lipofilling

Il grasso autologo, cioè quello del paziente stesso, è stato utilizzato fin dagli anni Ottanta per attenuare le rughe. Lo si preleva con le piccole cannule normalmente utilizzate per la lipoaspirazione dai fianchi o dall’addome e dopo opportuna centrifugazione che serve a separarlo da trigliceridi, plasma e altri componenti del sangue, viene impiantato con piccoli aghi da chirurgia plastica nella regione interessata: se si deve curare una cicatrice all’interno della sua stessa superficie, se si deve riempire una ruga nel suo stesso solco. Il limite di questa tecnica è che una parte delle cellule adipose mature iniettate, pari circa al 20-30 %, veniva riassorbito nei primi giorni dopo il trattamento, con ovvi problemi di prevedibilità del risultato.

Recenti studi hanno evidenziato come il tessuto adiposo prelevato con la liposuzione sia particolarmente ricco di cellule staminali. Le cellule staminali conservano nell' adulto molte delle proprietà delle cellule indifferenziate dell' embrione, ed in particolare sono in grado di evolversi e differenziarsi in linee cellulari diverse e potenzialmente utili per la ricostruzione di tessuti vitali che siano danneggiati. Si è recentemente dimostrato come sia possibile ottenere, partendo da cellule staminali estratte con la liposuzione, cellule ossee, muscolari, cartilaginee, nervose e, ovviamente, anche adipose. Questo costituirebbe un passo avanti rispetto alla vecchia idea dell' ingrandimento con infiltrazione di cellule adipose già differenziate perché le cellule staminali, una volta differenziatesi in adipose, entrerebbero stabilmente a far parte dei tessuti ma soprattutto stimolerebbero anche la rigenerazione dei tessuti limitrofi.

Tutto ciò ha portato ad ipotizzare in chirurgia estetica l' uso delle staminali non solo per trattare le cicatrici e riempire le rughe, per ingrandire il seno senza protesi. Oltre alla pura e semplice fattibilità dell' ingrandimento ed alla sua sicurezza dal punto di vista oncologico, molti altri aspetti di questa tecnica restano da studiare e verificare quali l’effettivo aumento volumetrico raggiungibile, la sua durata nel tempo, la se la consistenza e distribuzione del tessuto ottenuto siano cosmeticamente ideali. Per adesso, insomma, ingrandire il seno con cellule staminali è un sogno ancora abbastanza lontano.