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Piano mirato di prevenzione 2016-2018

PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI INVALIDANTI ALL'ARTO SUPERIORE NELLE AZIENDE MANIFATTURIERE - SICUREZZA DELLE MACCHINE

CONDIVISIONE:

      Il piano mirato di prevenzione è stato promosso nel 2016 dai servizi delle ULSS 7, 8 e 9 nel quadro del Piano Regionale di Prevenzione nel quadro delle attività del Comitato Provinciale di Coordinamento (CPC)  di Treviso. Nella parte attuativa del progetto, per le iniziative che saranno attuate a supporto delle aziende, sono stati coinvolti anche gli Organismi Paritetici (Organismo Paritetico Provinciale - OPP Treviso Industria e COBIS per l'artigianato). Inoltre il piano si avvale della collaborazione degli altri Enti che partecipano al CPC, per quanto di loro competenza (INAIL, ARPA, INPS, VFF, DTL). Oggi le tre ULSS della provincia sono confluite nella ULSS 2 e ciò ha aumentato il livello di integrazione fra i servizi PSAL.

SCOPO:

Nel provincia di Treviso, nonostante la diminuzione del numero totale di infortuni sul lavoro, resta elevato e costante il numero di eventi che hanno come conseguenza l'amputazione di parti dell'arto superiore (falangi, dita, mano, avambraccio). Fino al 2015, si tratta di circa 80-90 infortuni all'anno che hanno pesanti conseguenze invalidanti permanenti e che sono in buona parte evitabili in quanto causati dalla mancanza o dalla rimozione di sistemi di sicurezza e protezione delle macchine; ciò è confermato anche dall'attività di vigilanza poichè le violazioni più frequentemente riscontrate e sanzionate in occasione delle ispezioni in azienda riguardano la carenza di sicurezza delle attrezzature. 

DESTINATARI:

Il piano è rivolto prioritariamente alle aziende del comparto manifatturiero, dove le macchine sono molto diffuse; tuttavia i materiali prodotti possono essere proficuamente utilizzati anche da altri settori produttivi, per quanto applicabili (es. agricoltura ed edilizia che sono comunque oggetto di azioni di prevenzione specifiche).

PRIMO LIVELLO:

Il primo livello di intervento riguarda il raggiungimento del livello minimo di sicurezza previsto dalla normativa. Con l'intento di facilitare alle aziende il processo di autovalutazione, i tre servizi hanno già condiviso alcuni documenti di supporto che sono pubblicati nella sezione TRASPARENZA di questo sito; segnaliamo, in particolare, la scheda 4 che contiene la check list per il controllo della macchine ed esplicita le modalità con cui lo SPISAL effettua i controlli. Lo SPISAL controlla ogni anno il 5% delle aziende del territorio con dipendenti o equiparati (circa 2.000 su 41.000 unità locali sono oggetto di controllo ogni anno nella provincia); nel 2016, una parte maggiore di questi controlli, rispetto agli anni precedenti, sarà svolta nelle aziende del comparto manifatturieriero e in modo mirato alla sicurezza delle attrezzature. L'ispezione, come di consueto, sarà condotta verificando la documentazione aziendale relativa alla sicurezza (vedi sezione TRASPARENZA - scheda 1) e gli adempimenti conseguenti (es. visite mediche, nomine delle figure aziendali della sicurezza etc.), l'idoneità dell'ambiente di lavoro (requisiti previsti dal titolo II del DLgs 81/08 e allegato IV, inclusa l'aspirazione di fumi, polveri, vapori ove necessaria) dal punto di vista della sicurezza e dell'igiene; con PARTICOLARE ATTENZIONE sarà valutata la sicurezza delle attrezzature di lavoro. Oltre alle protezioni collettive, oggetto della scheda 4, saranno presi in considerazione i dispositivi di protezione individuale (idoneità al rischio, fornitura, uso, manutenzione) come indicato nella scheda 3. ULTERIORI MATERIALI di supporto (schede DPI e valutazione rischi) sono disponibili nella sezione ASSISTENZA e nella Pagina DOCUMENTI REGIONALI che contiene documenti con indicazioni dedicate a specifici comparti produttivi.

ALTRE AZIONI DI SUPPORTO --> GRUPPO DI LAVORO TECNICO PROVINCIALE:

Per agevolare l'individuazione di soluzioni tecniche idonee e di buone prassi da diffondere, soprattutto ove vi sia la difficoltà di conciliare esigenze produttive particolari con i requisiti obbligatori di sicurezza, è stato costituito un tavolo tecnico composto da rappresentanti SPISAL e degli organismi paritetici per la valutazione delle soluzioni proposte e per la loro diffusione alle aziende interessate; in caso di necessità, saranno coinvolti anche altri Enti che partecipano al comitato di coordinamento provinciale. Non si tratta comunque di attività di consulenza "diretta" alla aziende ma di verifica preliminare di congruità tra soluzioni proposte e normativa sulla sicurezza sul lavoro in modo da rendere il più possibile trasparente  e uniforme l'attività di vigilanza nel territorio. Le aziende interessate a sottoporre un problema o una soluzione al gruppo tecnico possono farlo attraverso le associazioni di categoria o, in modo anonimo, attraverso propri consulenti inviando la richiesta allo SPISAL competente. La diffusione delle buone prassi e delle soluzioni sarà effettuata salvaguardando il segreto industriale. Le SOLUZIONI proposte dal tavolo tecnico sono disponibili nella pagina dedicata.     

ALTRE AZIONI DI SUPPORTO --> INCONTRI CON LE AZIENDE

I servizi della provincia hanno dato la loro disponibilità a partecipare ad incontri con le aziende organizzati dalle associazioni di categoria e dalle parti sociali finalizzati ad illustrare il materiale di supporto fornito e la modalità con cui sono effettuati i controlli da parte degli SPISAL. 

SECONDO LIVELLO:

Il raggiungimento del primo livello di sicurezza è necessario ma da solo non garantisce il mantenimento nel tempo e la completa efficacia degli interventi di prevenzione perchè molti infortuni non si verificano durante la normale produzione ma in caso di interventi occasionali. Per questo motivo, un gruppo di aziende, tra quelle "candidate" al controllo, con numero di addetti superiore a 15, quindi dotate di una certa struttura organizzativa, è stato sollecitato ad effettuare prima l'autovalutazione e poi a considerare la possibilità di avviare l'implementazione di un sistema di gestione della sicurezza (se già non è attivato); in particolare sono stati suggeriti, come livello minimo, due temi: il primo relativo alla manutenzione delle macchine, con l'obiettivo di garantire il funzionamento dei sistemi di protezione collettiva e di procedurare le modalità corrette per effettuare interventi per manutenzione, registrazione, pulizia e per gestire anomalie di funzionamento; il secondo sull'analisi delle cause degli infortuni (ed eventualmente degli incidenti senza lesioni) al fine di rimuovere le cause ed evitare il ripetersi di eventi. Un terzo tema suggerito (opzionale) è quello della scelta e della gestione dei dispositivi individuali di protezione (DPI). Le aziende che hanno adottato o vorranno adottare volontariamente norme tecniche e buone prassi nell'ambito di sistemi di gestione della sicurezza, anche non formalizzati e non certificati, possono richiedere una modalità di controllo diversa dalla normale vigilanza, consistente in un AUDIT del sistema che i servizi valuteranno ai sensi dell'art. 302bis del DLgs 81/08, con riferimento alle norme tecniche adottate volontariamente dal datore di lavoro e di quelle per la gestione degli audit. Naturalmente lo SPISAL non rilascerà certificazioni o validazioni di sistema ma prenderà in considerazione le ricadute per la sicurezza delle procedure adottate. L'adesione al secondo livello è rigorosamente su base volontaria, previo invio allo SPISAL della provincia di Treviso competente per territorio, della richiesta (modello richiesta) entro il primo semestre dell'anno in corso. Per queste aziende sono previste ulteriori azioni di assistenza e di supporto per facilitare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza. Gli audit saranno effettuati nel secondo semestre dell'anno in corso. Ovviamente ... si sottolinea che, se nel corso dell'audit dovessero emergere violazioni penali (cosa che dovrebbe essere fortemente improbabile se vengono correttamente autovalutate le macchine con la check list fornita), il personale dovrà procedere comunque alla contestazione della contravvenzione e all'emissione delle prescrizioni come previsto dal DLgs 758. 

ULTERIORI AZIONI DI SUPPORTO PER IL SECONDO LIVELLO:

I servizi sono disponibili ad effettuare incontri preliminari con le aziende interessate a sviluppare le azioni del secondo livello, anche prima dell'adesione formale; richieste in tal senso possono essere fatte pervenire direttamente agli SPISAL o alle associazioni di categoria. Gli incontri collettivi saranno organizzati per piccoli gruppi in funzione delle richieste pervenute. Per le aziende che lo desiderano, è possibile fruire, in collaborazione con INAIL-settore ricerca, del software per l'analisi delle cause degli infortuni e della formazione per l'uso di questo strumento.  

Chiarimenti sull'applicazione delle norme posso essere richiesti anche attraverso lo sportello informativo SPISAL

CALENDARIO DELLE AZIONI GIA' EFFETTUATE:

  • 9 dicembre 2015: incontro con le aziende Treviso
  • 20 gennaio 2016: costituzione del gruppo tecnico nell'ambito del CPC
  • 21 gennaio 2016: incontro con le aziende Conegliano 
  • 5 febbraio 2016: inseriti nel sito della ULSS 9 i materiali di supporto e la descrizione del piano
  • 22 aprile 2016: aggiornata scheda 4 - valutazione sicurezza macchine (sez. trasparenza del sito)
  • 30 maggio 2016: incontro con le aziende che hanno richiesto il passaggio al II livello; modilità di effettuazione dell'Audit del sistema di gestione della sicurezza (slide)  
  • 31 gennaio 2017: incontro con consulenti e RSPP
  • 21 marzo 2017: incontro con le aziende della provincia di Treviso (slide: Contessotto - Agnesi)
  • 30 marzo 2017 incontro zonale Unindustria a Conegliano
  • 31 marzo 2017 incontro zonale Unindustria a Castelfranco
  • 4 aprile 2017 incontro zonale Unindustria a

  

INCLUDERE NELLA MANUTENZIONE IL CONTROLLO PERIODICO 

DELL'EFFICIENZA DEI SISTEMI DI PROTEZIONE PER MANTENERE 

LA SICUREZZA NEL TEMPO !